Valerie Solanas, Trilogia SCUM Tutti gli scritti

Edito da VandA ePublishing e curato da Stefania Arcara e Deborah Ardilli.

trilogia-scum-scritti-di-valerie-solanasFemminista radicale, rivoluzionaria, artista d’avanguardia, “clochard del femminismo”, odiatrice seriale di uomini, folle… di Valerie Solanas sono state date numerose definizioni, sempre parziali. Assurta alle cronache mondiali come la pazza che sparò a Andy Warhol, la scrittrice e commediografa americana tende ad essere ricordata nel tempo solo per questa ragione. La sua vicenda personale ha un triste epilogo: Solanas muore nell’aprile del 1988 al Bristol, uno squallido hotel-ospizio ricovero di derelitti e malati di AIDS, dopo aver trascorso l’ultima parte della vita in gravi ristrettezze e spesso senza fissa dimora. La sua scrittura – potente, incendiaria, ma anche carica di ironia – sfugge a qualunque collocazione univoca o categorizzazione, allo stesso modo in cui l’autrice ha lottato per tutta la vita per sfuggire alla camicia di forza metaforica delle etichette identitarie (e a quella, reale e tangibile, dei manicomi, dai quali evase per ben due volte).
L’opera di Valerie Solanas occupa una sorta di “non luogo” nel canone letterario anglo-americano: esterna all’avanguardia letteraria degli anni Sessanta poiché penalizzata da un plurimo handicap sociale – donna, lesbica, prostituta, mendicante, era, nelle parole della studiosa Stefania Arcara, curatrice di questa raccolta insieme a Deborah Ardilli, “un soggetto sociale talmente abietto […] da non avere accesso neanche al privé maschile degli scrittori controculturali del periodo”, ostracizzata, relegata nei sotterranei della cultura alternativa.

Riscoperto nel mondo anglosassone da poco più di un decennio e oggetto di rinnovato interesse da parte dei nuovi femminismi radicali e dei queer studies, il lavoro di Valerie Solanas resta invece ancora poco conosciuto dal pubblico italiano. Trilogia SCUM colma questa lacuna, presentando per la prima volta l’integralità dei suoi scritti con l’accompagnamento di un approfondito apparato critico. Al celebre Manifesto SCUM, qui presentato in una nuova traduzione italiana basata sul testo integrale rivisto dall’autrice nel 1977, si affiancano due opere inedite in Italia: l’atto unico Up Your Ass (In culo a te), scritto nel 1965 e portato in scena per la prima volta dopo la morte dell’autrice, e l’esilarante racconto Come conquistare la classe agiata. Prontuario per fanciulle, del 1966.

La portata di questi scritti – distopici, eccedenti nel loro spingere la lotta per la liberazione femminile fino al limite estremo dell’annientamento del maschio, ma soprattutto intrinsecamente politici – non si esaurisce nel periodo storico che li ha visti nascere né nel contesto del femminismo “terrorista” degli anni Settanta. Le parole di Valerie Solanas, che prendono come bersaglio tanto il maschile eteropatriarcale quanto il femminile complice, continuano a trovare risonanza nel nostro tempo, ancora segnato dalla violenza di genere e da un rapporto asimmetrico tra i sessi.

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