Una rivoluzione positiva. Conversazioni con Elena Marinucci

Feminism. Memoria e visioni. Il ’68

di Isastia Anna Maria.Edizioni di storia e letteratura

Elena Marinucci, ex senatrice socialista e parlamentare europea, impegnata nella lotta per i diritti delle donne e principale ispiratrice della Commissione per le pari opportunità, si racconta ad Anna Maria Isastia. Più che una biografia, ne nasce un ritratto italiano dagli anni Settanta agli ultimi giorni del Novecento al cui centro sta la questione femminista ripercorsa dal punto di vista particolare di una donna che ha operato nelle istituzioni e che oggi non intende omettere il racconto degli ostacoli, delle lungaggini, degli avversari incontrati lungo il tragitto.
I gruppi di autocoscienza, la discussione sull’interruzione volontaria di gravidanza, la battaglia per la presenza delle donne nelle direzioni di partito, i concetti di ‘pari opportunità’ e di ‘azione positiva’ sono il centro di una rivoluzione che si è fatta strada, grazie all’impegno di donne come Marinucci, tra i banchi della politica.

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L’ ecofemminismo in Italia. Le radici di una rivoluzione necessaria

Edito da Il Poligrafo, a cura di Franca Marcomin Laura Cima.

9788893870054_0_0_0_75Voci di donne del grande arcipelago verde, tante, espressioni di movimento, rappresentanti nel parlamento, esponenti del governo, tutte impegnate nella salvaguardia dei territori, della comunità, della biosfera, della salute. Un percorso politico che inizia nel 1985 con la costruzione delle prime Liste Verdi e si intreccia con quello antinucleare e pacifista; dove si forma la resistenza – nonviolenta, ma implacabile – all’etnocentrismo, al patriarcato, al capitalismo cieco e alla scienza opportunista, creando nuove pratiche politiche, stili di vita originali e una cultura forte in grado di reggere l’impatto con la globalizzazione e con la crisi: la cultura ecofemminista, sinergia originale di una battaglia per la difesa dei valori e dei diritti delle donne, della Natura e della vita. Questo volume collettivo custodisce e tramanda l’impegno di tutte quelle donne che, sostenendo l’importanza di una prospettiva femminile nella politica come nella quotidianità, hanno portato avanti battaglie e stimolato riflessioni che ancora oggi si si pongono come un’alternativa, verde e rosa, all’inquinamento reale e ideologico che sta minacciando la nostra Madre Terra.

Petra Kelly. Ripensare l’ecopacifismo

Edito da Interno4, scritto da Valentina Cavanna.

9788885747012_0_0_0_75Petra Kelly rappresenta una figura di assoluto rilievo nel panorama del movimento ambientalista internazionale. Spetta a lei il merito di aver portato a sintesi ecologismo, femminismo e pacifismo in una fase cruciale della storia moderna, quella a cavallo fra gli anni Settanta e Novanta del ‘900. Nata nel 1947 a Günzburg, in Baviera, si trasferisce poi negli Stati Uniti, dove assiste alle mobilitazioni sociali degli anni Sessanta. Successivamente torna in Germania e nel 1983 porta nel Bundestag i Grünen (i Verdi), che ha contribuito a fondare qualche anno prima. Animata da un forte desiderio d’impegno sociale, ma allo stesso tempo da una profonda ricerca esistenziale e spirituale, viaggia per il mondo e diventa testimone di una forma di ecopacifismo costituita da un ecologismo che tiene insieme diritti umani e giustizia sociale, pacifismo, riconversione del modello economico, femminismo e nonviolenza. Nel 1990, proprio all’indomani della riunificazione fra le due Germanie, Petra lascia il Parlamento. Nel 1992, all’inizio di ottobre, decede in circostanze tragiche.

Malacarne. Donne e manicomio nell’Italia fascista

Edito da Donzelli, scritto da Annacarla Valeriano. 

a4cee4adc5f21fccf100e624d098cc6f_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyA quarant’anni dalla legge Basaglia, che ha sancito la chiusura dei manicomi, riemergono le storie e i volti di migliaia di donne che in quei luoghi hanno consumato le loro esistenze. In questo libro sono soprattutto donne vissute negli anni del regime fascista: figure segnate dal medesimo stigma di diversità che, con le sue ombre, ha percorso a lungo la società, infiltrandosi fin dentro i primi anni del l’Italia repubblicana. All’istituzione psichiatrica fu consegnata, dall’ideologia e dalla pratica «clinica» del fascismo, la «malacarne» costituita da coloro che non riuscivano a fondersi nelle prerogative dello Stato. Su queste presunte anomalie della femminilità, il dispositivo disciplinare applicò la terapia della reclusione, con la pretesa di liberarle da tutte quelle condotte che confliggevano con le rigide regole della comunità di allora. La possibilità di avvalersi del manicomio al fine di medicalizzare e diagnosticare in tempo «gli errori della fabbrica umana» non fece che trasformare l’assistenza psichiatrica in un capitolo ulteriore della politica sanitaria del regime, orientata alla difesa della razza e alla realizzazione di obiettivi di politica demografica, attraverso l’eliminazione dalla società dei «mediocri della salute», dei «mediocri del pensiero» e dei «mediocri della sfera morale». Fu così che finirono in manicomio non solo le donne che si erano allontanate dalla norma, ma anche le più deboli e indifese: bambine moralmente abbandonate, ragazze vittime di violenza carnale, mogli e madri travolte dalla guerra e incapaci di superare gli smarrimenti prodotti da quell’evento traumatico. In questo libro i percorsi di queste esistenze perdute vengono finalmente ricomposti, attraverso l’uso sapiente di una ricchissima documentazione d’archivio: fotografie, diari, lettere, relazioni mediche, cartelle cliniche. Materiali inediti che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e che riletti oggi, con sguardo consapevole, possono contribuire a individuare l’insieme dei pregiudizi e delle aberrazioni che hanno alimentato – e in modo nascosto e implicito continuano ancora oggi ad alimentare – l’idea di una «devianza femminile», da sradicare per sempre dal nostro orizzonte culturale.

Memoria di ragazza

Memoria di ragazza, potentissima riflessione sulla scrittura e su un’epoca cruciale dell’esistenza, è il romanzo, proibito e inconfessabile, che l’autrice ha inseguito per tutta la vita.

L'orma -Ernaux (2)Estate 1958. Per la prima volta lontana dalla famiglia, educatrice in una colonia di vacanze, una diciottenne scopre se stessa: l’amore, il sesso, il giudizio degli altri, la fatica di essere giovani, la sete di libertà. Tra la luce delle foto di quel tempo e il buio dei ricordi rifiutati, Annie Ernaux rivive l’età di passaggio che la trasformò in donna e in scrittrice, interrogandosi sui pensieri, le aspettative, le ritrosie (senza tralasciare i disturbi alimentari e le angosce della fertilità) della «ragazza del ’58». In pagine piene di inquietudini e dolori segreti, traboccanti di slanci e di canzoni – l’«esperanto dell’amore» -, è la vergogna del passato a generare la memoria, rivelandosi inaspettato dono, irrinunciabile arma in quella «colluttazione con il reale» che è al cuore dell’impresa letteraria di Ernaux. “Memoria di ragazza”, potentissima riflessione sulla scrittura e su un’epoca cruciale dell’esistenza, è il romanzo, proibito e inconfessabile, che l’autrice ha inseguito per tutta la vita.

Edito da L’Orma, scritto da Annie Ernaux.